Nello Maruca – Religione
Se stiamo affondando non opprimiamoci, stendiamo la mano e Gesù ci trarrà in salvo.
Se stiamo affondando non opprimiamoci, stendiamo la mano e Gesù ci trarrà in salvo.
Le tombe del cimitero del mio paese raccontano.
Oh Signore (se c’è un Signore), salvate la mia anima (se ho un’anima).
Pasqua, sottrae l’uomo dalla nebbia e lo trasporta con le sue ali a contemplare la primavera. Non c’è atto più bello di quell’atto di risveglio di fede, di sole splendente, di cielo turchese, di amore e vita, dove il devoto, ma anche i profani, si uniscono in una nuova rinascita, di coscienze nuove, e cuori che hanno unico scopo: la pace e prosperità nel bene dell’umanità.
Gli affetti, anche i più stretti, possono scemare pur se le persone sono a stretto contatto.
Così, questo mito della caduta è, in contrasto con le intenzioni dello scrittore e del suo Dio, il mito del trionfo dell’uomo: un doppio e tragico trionfo, perché l’uomo ha conquistato la conoscenza, e perché ha avuto il coraggio di pagarla con la morte. Senza volerlo, l’autore della Bibbia ha scritto una pagina degna del mito di Ulisse nell’Inferno di Dante. Nel pessimismo ebraico-cristiano il diritto alla conoscenza si paga con la morte e la dannazione: ma è un diritto che l’uomo si è storicamente acquisito, e che nessuno può togliergli: parola di Dio.
Possa il Signore illuminarti ed indicarti la giusta Via, così come ha fatto con me. L’amore che scoprirai in te sarà così grande da rendere ogni cosa piccola, Dio è grande, seguilo ed il suo amore vivrà in te… per l’eternità.