Niccolò Ghedini – Politica
La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione.
La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione.
Tutto il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe in modo assoluto.
Un unico Dio, lo Stato, a scapito di tutti gli altri dei.
La giustizia in Italia? Sarebbe una buona idea.
L’italiano medio, tra clic e ristoranti, si lamenta da decenni di chi lo governa, eppure questi sono ancora lì, con i loro flaccidi culoni sui comodi scranni a tirar fuori conigli morti dal cilindro del nostro futuro. L’homo italicus alla piazza preferisce da sempre la pizza, alle manifestazioni, le degustazioni, non conosce chi sia il ministro della difesa, ma ti citerebbe il centrocampo dell’Atalanta, anziché di politica attiva si nutre, davanti la sua pay tv, di polemica cattiva, gli aumentano l’iva ma lui continua a interessarsi del matrimonio della diva, non capisce di devolution, basta che funzioni la Playstation. Siamo patologicamente privi di memoria storica, anche a breve termine; non so se il nostro senso civico sia affetto da Alzheimer o sindrome di Stoccolma.
Restano in sella gli inamovibili, anche se odiati. Si candidano in politica altri magistrati. Non migliora il paese, non migliora la giustizia, la politica non peggiora soltanto perché peggio di così non può essere. Allora perché la gente dovrebbe migliorare?
Molti politici confondono il bilinguismo con la doppiezza.