Nicolás Gómez Dávila – Tempi Moderni
La modernità non sfugge alla tentazione di identificare il permesso con il possibile.
La modernità non sfugge alla tentazione di identificare il permesso con il possibile.
In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio.
Il “think different” è diventato il nuovo pensiero unico.
Il teatro d’avanguardia è il teatro di domani. Il guaio è che te lo fanno vedere oggi.
Ogni società ha il tipo di criminali che si merita.
Al giorno d’oggi tutto gira intorno alla violenza. Troppi angeli volati via, troppe anime strappate crudelmente alla vita e un’infinità di bastardi che camminano come diavoli in cerca di gloria. Tempi davvero tristi.
Il ventennio breve. Un’epoca cominciata agli inizi degli anni Novanta, che aveva gradualmente spopolato le province, spostato masse di giovani fiduciosi in città. L’epoca del “miracolo economico”, della Ruota della Fortuna e del Gabibbo, quando sembrava ovvio poter vendere qualsiasi cosa: un progetto politico, un paio di gambe, un pezzo di truciolato spacciandolo per massello, è adesso finita e sepolta nei cartelli “fuori tutto” e “cessata attività”.