Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort – Abitudine
A nulla ci si abitua tanto presto che le cattive abitudini.
A nulla ci si abitua tanto presto che le cattive abitudini.
Ci si appiattisce in un pensiero che c’è stato ripetuto a cantilena per una vita e non si riescono più a cogliere le variazioni sul tema della vita. Le foglie cadono ogni autunno in maniera diversa e non sono mai le stesse foglie, così nulla è mai uguale pur assomigliandosi.
La pollastra resta tale fino a quando incomincia a procreare.
Cosa ne poteva sapere lei che poi sarei arrivato io nel suo cuore? Il passato…
Se devo perdermi, preferisco di gran lunga perdermi in un bicchier di vino, troppa gente…
Odio i lavori di casa! Fai i letti, lavi i piatti e dopo solo sei…
A volte faceva semplicemente finta d’essere felice. Era diventata tanto abile in questa farsa che neanche lei si rendeva conto quanto avviava il meccanismo, tale da non accorgersi di far finta anche con se stessa. Si accorgeva bene, invece, quando il meccanismo cessava. Accadeva alla fine della giornata, quando rincasava e guardava attorno tutte le sue cose immobili, fisse, mentre in lei tutto tornava in movimento o, meglio, il movimento scopriva le fratture, i tentennamenti. Le cose che aveva dentro erano differenti da quelle fuori, era tutta rotta all’interno al punto che nemmeno un milione di risate avrebbero potuto ripulirla da quelle macerie.