Noemi Muraca – Abitudine
Non ho avuto mai paura del cambiamento, mi ha sempre spaventato l’abitudine.
Non ho avuto mai paura del cambiamento, mi ha sempre spaventato l’abitudine.
Vedevo d’improvviso una nuova faccia dell’Abitudine. Fino a quel momento l’avevo considerata soprattutto come un potere distruttivo che sopprime l’originalità e addirittura la coscienza delle percezioni; ora la vedevo come una divinità temibile, così inchiodata a noi, con il suo viso insignificante così confitto nel nostro cuore che si stacca da noi, se ci volge le spalle, questa divinità che quasi non distinguevamo ci infligge sofferenze più terribili di qualsiasi altra e allora diventa crudele come la morte.
Abitudine può essere sinonimo di vizio.
L’abitudine è quella cosa che non manca mai durante la giornata, di darci o meno felicità.
È più facile per un italiano gesticolare senza parlare che parlare senza gesticolare!
L’abitudine è lo stesso che la cecità.
L’abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell’ordine; dall’ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell’educazione.