Orazio (Quinto Orazio Flacco) – Vita
Non c’é vita lieta del tutto.
Non c’é vita lieta del tutto.
La vita è un romanzo che devi scrivere da solo, non puoi lasciare che lo scrivano gli altri. Non puoi sapere quanto sarà lungo né quale sarà il finale, puoi solo viverlo una pagina per volta.
La vita è come un dolce, se farai sempre lo stesso già sai il suo sapore, ma se ci metti un qualcosa che cambia, un particolare che stuzzica il palato, sarà un dolce diverso dagli altri e non finiresti mai di assaporarlo.
Ci si accorge di aver veramente vissutosolo quando ricordare fa male,solo quando il ricordo di ciò che è statoti impedisce di vivere ciò che è adesso,solo quando daresti l’eternitàper rivivere pochi istanti.Istanti che cambiano una vitaistanti che bruciano dentroistanti che non torneranno.
Balliamo, cantiamo, giochiamo e vociamo tutti insieme in una grande favola che nessuno sa cos’è. Viviamo in un immenso, straordinario universo che non riusciamo a capire come sia nato.
E mi chiedo, e non ho pace, e mi assillo, e non c’è risposta.L’orrore del mondo.E la nostra indifferenza.Forse è proprio vero che non esiste altro che carne e sangue.E la mente, il pensiero, non sono che giocattoli da stuprare senza vergogna.C’est la vie: questa è la vita.
La vita è crudele con chi non le concede spazi ampi per girare maldestra su se stessa la vita è amara per le sentinelle dell’anima pronte a segnare ogni suo sospiro la vita stringe il collo degli addetti al respiro come fa il calzolaio sul cuoio duro la vita è ebbra di gente che cade sui piedi fragili e sulle note amare di una strofa intonata piano la vita ride a chi la custodisce nei reni, dove cade l’acqua del corpo, la vita annega chi la deride e usa male il suo fuoco acceso la vita piange sempre nel fetore di un uomo morto sul marciapiede, senza riparo né cibo la vita circonda ciascuno di fiato e sorrisi quando fermi la giostra, ascolti e con un tocco leggero annuisci.