Orazio Santagati – Benessere e bellezza
Amo la primavera perché fa poche domande e da molte risposte.
Amo la primavera perché fa poche domande e da molte risposte.
Nell’immaginario femminile la scarpa rappresenta l’amica di una vita. Basti pensare al primo paio, che non si scorda mai, come il primo amore: ricordiamo tutte la prima volta che abbiamo indossato un paio di tacchi, innalzandoci a un’altezza artificiale che tutt’a un tratto ci faceva sembrare il mondo diverso, più luminoso, più bello, più raggiungibile. Ci siamo sentite donne, ci siamo sentite grandi, abbiamo percepito a occhi chiusi il vibrante potere di quelle calzature, quella sicurezza che da quel momento ci apparteneva. Abbiamo scoperto che per affrontare una situazione importante, come un discorso in pubblico o un meeting di lavoro, il caro tacco dieci è l’amico che ci sostiene; abbiamo appreso che per reagire a una brutta giornata un sandalo svettante verso il cielo è la spalla perfetta su cui piangere e che, se vogliamo sfoderare la nostra sensualità, lo stiletto è l’alleato perfetto, il Cyrano de Bergerac che ci suggerirà le mosse giuste per conquistare.
La bellezza non rende unici, l’intelligenza rende personali!
In un mondo dove la bellezza è l’aggettivo fondamentale al successo non mi resta che prenderne parte essendo succube del pensiero della società.
Tutto quello che vedete, lo devo agli spaghetti.
Non c’è nulla al mondo come perdersi in un bosco, nel simpatico caos del risveglio della natura, per ritrovar se stessi.
La bellezza è soggettiva, quello che più conta è essere belli dentro! Avere un bel polmone, un bel fegato.