Ornela Radovicka – Silenzio
Vorrei il silenzio come una possibilità di conoscere me stessa, e non come ulteriore chiusura.
Vorrei il silenzio come una possibilità di conoscere me stessa, e non come ulteriore chiusura.
Non importa se mentre scrivi, ti scende qualche lacrimuccia, di rabbia o di nostalgia che sia. Scrivere è, una terapia umana; hai tutto la libertà di dire le cose, non ti senti solo e non c’è nessuno che ti contraddica.
Le strategie d’amore e quelle di guerra hanno in comune una cosa: chi cede per ultimo domina. Tra le braccia di Venere, Marte mitiga il suo ardore.
Tra mille bellezze che possiede un fiore, mi meraviglia la sua botanica vitale in quanto si chiude al tramonto, ma sa di rinascere al mattino.
Ai miei tempi, l’attesa della passione d’amore si monitorava; si guardavano le lancette d’orologio ogni…
Capita che per ogni amor perduto, continuiamo di essere “gelosi” di quell’opera, in cui abbiamo partecipato pienamente, coltivato con passione, laddove abbiamo messo cuore, il senso. Viverla intensamente come un ricordo nostalgico, si diventa parte fisica e celebrale e non fai altro che continui a star male, perché il cuore è quasi in lutto, gli occhi, fontana d’animo bandiscono l’umidità accumulata, e tutto fa parte del circuito sentimentale: ricordo, cuore, lacrime, ciclo che spesso l’apostrofa la nostra l’esistenza.
Il silenzio si colora dei tuoi pensieri e si anima dei tuoi battiti.