Oscar Wilde – Libri
Non leggo mai i libri che devo recensire, non vorrei rimanere influenzato!
Non leggo mai i libri che devo recensire, non vorrei rimanere influenzato!
Avrebbe voluto sapere che cosa stava facendo adesso alla festa di Gabbe, quando era il suo compleanno. Che numero di scarpe portava e se aveva mai sprecato un secondo del suo tempo a pensare a lei.
Persino in quel momento, in punto di morte, il suo nome sfregava contro le mie ferite come carta vetrata.
D’altronde, l’isteria è possibile solo con un pubblico. […] Vai a com’era la vita quando eri una bambina e potevi mangiare solo omogeneizzati.Cammini vacillando fino al tavolino da caffè.Sei sui tuoi piedi e devi barcollare su quelle gambe a salsicciotto oppure cadere giù. Poi arrivi al tavolo da caffè e sbatti la tua testolina soffice contro lo spigolo.Sei per terra, e cavolo, o cavolo, fa male. Però non c’è niente di tragico fino a che non accorrono Mamma e Papà.O povera coraggiosa piccolina.È solo allora che piangi.
Si può fare a meno di tutto, tranne che di un bel libro.
Non è stato nemmeno così male stare con lei, l’unico problema era che ci assomigliavamo troppo: eravamo due viti, due spine, due chiavi.
La professione di scrivere libri fa apparire le corse dei cavalli un’attività solida, stabile.