Giovanni Papini – Libri
Se gli scrittori non leggessero e i lettori non scrivessero, le cose nella letteratura andrebbero straordinariamente meglio.
Se gli scrittori non leggessero e i lettori non scrivessero, le cose nella letteratura andrebbero straordinariamente meglio.
Scrivendo si fa rumore nella solitudine di un foglio bianco, si celano intimi segreti tra le virgole di un animo stanco.
Non c’è cosa più complessa che vivere. Morire, per esempio, è facilissimo. Si fa una volta sola. Ma vivere no, vivere si fa tutti i giorni.
Se vuoi offendere un aforisma, leggilo ad alta voce.
Adorava gli aeroporti: le piacevano l’odore, il rumore, l’atmosfera, la gente che correva qua e là con le valigie, felice di partire, felice di tornare. Le piaceva vedere gli abbracci, cogliere la strana commozione dei distacchi e dei ritrovamenti. L’aereoporto era il posto ideale per osservare le persone, e la riempiva sempre di un piacevole senso di anticipazione, come se stesse per succedere qualcosa.
La vita le aveva insegnato presto che le cose brutte accadono anche quando c’è luce.
Era uno sconosciuto. Credevo fosse uno sconosciuto, ma il punto è che gli sconosciuti scompaiono nel nulla e non li vedrai mai più. Non si materializzano in ufficio, non si rivelano essere il tuo capo megagalattico. Bè posso dire che mi servirà di lezione, non racconterò mai più niente a chi non conosco! Mai più!