Oscar Wilde – Matrimonio
È curioso: nel gioco del matrimonio (un gioco che, per inciso, sta passando di moda) le mogli detengono tutti gli onori e invariabilmente perdono ogni singola malia.
È curioso: nel gioco del matrimonio (un gioco che, per inciso, sta passando di moda) le mogli detengono tutti gli onori e invariabilmente perdono ogni singola malia.
Personalmente, non vedo come possa essere meno romantico trovare marito su un catalogo piuttosto che farlo in un comune bar di periferia durante l’happy hour.
Il matrimonio e la politica si rassomigliano; bisogna gettarvisi di buon’ora.
Si giunge all’idea del matrimonio sulle ali inebrianti dell’innamoramento. A questo segue il dovere della rappresentazione sociale: il vestito, la cerimonia, le bomboniere, il ricevimento, la casa, il viaggio di nozze. E così uno o due anni volano via, con gli anni vola anche l’innamoramento e allora subentra negli sposi l’idea di aver preso una fregatura.
In un matrimonio si passa dal paradiso dei primi giorni all’inferno degli ultimi.
Il matrimonio è l’unica forma di schiavitù che la legislazione ancora conosca.
Quando non si tratta che di amarsi, non c’è nessun pericolo di lasciarsi reciprocamente sedurre dallo charme e dalle qualità l’uno dell’altro; ma quando si tratta di sposarsi, sarà utile che ciascuno sappia bene se potrà sopportare i difetti dell’altro.