Oscar Wilde – Stati d’Animo
Le manca il fascino indefinibile della debolezza.
Le manca il fascino indefinibile della debolezza.
Non ho più lacrime per esprimere l’impotenza di un’attesa che non ha mai fine!, non ho più lacrime per capire in che cosa ho sbagliato! Non ho più lacrime per volere fermare il tempo.
Non è tanto il perdonare, quanto il dimenticare.
Sono così incazzata che potrei anche mandare a fanculo chiunque. Sono talmente arrabbiata che non tollero la minima voce, la minima bugia e tanto meno paraculi e gente ipocrita che intende mostrarmi cosa sia il mondo quando sono i primi che al mondo non sanno stare!
La sofferenza c’insegna sia la felicità che la tristezza: è una lacrima che – nel rigare il volto – ci ricorda che siamo vita (chi siamo).
Ognuno di noi riunisce il sé il cielo e l’inferno.
Nessun uomo civile si rammarica mai per un piacere e nessun uomo incivile sa che cosa sia un piacere.