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Pankaj Mishra – Libri

E poi, mentre mi guardava con gli occhi limpidi e fiduciosi, fu preso da un’inaspettata agitazione. C’è qualcos’altro di cui mi son reso conto: noi esseri umani siamo fatti di carne e ossa, e la nostra carne è la cosa più importante che abbiamo. Lo sai, dopo un po’ ti accorgi di quante schiocchezze sostengano quelle grandi religioni e filosofie, predicando il valore della solitudine e dell’isolamento per la crescita spirituale e artistica.Così finisci per privarti di tutto, per importi un’inedia totale nell’attesa e nella speranza di raggiungere un premio spirituale che non arriva mai, e poi un bel giorno eccoti là, solo, sul Manikarnika Ghat a trasformarti in cenere senza nemmeno un’anima su questo fottuto pianeta che provi il minimo dispiacere per te…

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    Si domandava se sarebbe mai giunto un momento nella sua vita in cui non avrebbe pensato a lui, non lo avrebbe ascoltato parlare nella sua testa, non avrebbe rivissuto ogni momento trascorso con lui, non avrebbe desiderato la sua voce, le sue mani, il suo amore. Non aveva mai pensato a come doveva essere amare qualcuno a tal punto; di tutte le cose che l’avevano sconcertata nelle sue avventure, questa era quella che la sconcertava di più. Pensava che la tenerezza che le lasciava nel cuore era come un livido che non sarebbe mai sparito, ma le sarebbe stato caro per sempre.

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    Al quinto giorno, sempre grazie alla pecora, mi fu svelato questo segreto della vita del piccolo principe.Mi domandò bruscamente, senza preamboli, come il frutto di un problema meditato a lungo in silenzio:”Una pecora se mangia gli arbusti, mangia anche i fiori? “”Una pecora mangia tutto quello che trova”.”Anche i fiori che hanno le spine? “”Si. Anche i fiori che hanno le spine”.”Ma allora le spine a che cosa servono? “Non lo sapevo. Ero in quel momento occupatissimo a cercare di svitare un bullone troppo stretto del mio motore. Ero preoccupato perchè la mia panne cominciava ad apparirmi molto grave e l`acqua da bere che si consumava mi faceva temere il peggio.”Le spine a che cosa servono? “Il piccolo principe non rinunciava mai a una domanda che aveva fatta.Ero irritato per il mio bullone e risposi a casaccio:”Le spine non servono a niente, è pura cattiveria da parte dei fiori”.”Oh! “Ma dopo un silenzio mi gettò in viso con una specie di rancore:”Non ti credo! I fiori sono deboli. Sono ingenui.Si rassicurano come possono. Si credono terribili con le loro spine… “Non risposi. In quel momento mi dicevo:”Se questo bullone resiste ancora, lo farò saltare con un colpo di martello”.Il piccolo principe disturbò di nuovo le mie riflessioni.”E tu credi, tu, che i fiori… “”Ma no! Ma no! Non credo niente! Ho risposto una cosa qualsiasi. Mi occupo di cose serie, io! “Mi guardò stupefatto.”Di cose serie! “Mi vedeva col martello in mano, le dita nere di sugna, chinato su un oggetto che gli sembrava molto brutto.”Parli come i grandi! “Ne ebbi un po’ di vergogna. Ma, senza pietà, aggiunse:”Tu confondi tutto… tu mescoli tutto! “Era veramente irritato. Scuoteva al vento i suoi capelli dorati.”Io non conosco un pianeta su cui c`è un signor Chermisi.Non ha mai respirato un fiore. Non ha mai guardato una stella.Non ha mai voluto bene a nessuno. Non fa altro che addizioni.E tutto il giorno ripete come te: e si gonfia di orgoglio.Ma non è un uomo, è un fungo! “”Che cosa? “”Un fungo! “Il piccolo principe adesso era bianco di collera.”Da migliaia di anni i fiori fabbricano le spine.Da migliaia di anni le pecore mangiano tuttavia i fiori.E non è una cosa seria cercare di capire perchè i fiori si danno tanto da fare per fabbricarsi delle spine che non servono a niente?Non è importante la guerra fra le pecore e i fiori?Non è più serio e più importante delle addizioni di un grosso signore rosso?E se io conosco un fiore unico al mondo, che non esiste da nessuna parte, altro che nel mio pianeta, e che una piccola pecora può distruggere di colpo, così un mattino, senza rendersi conto di quello che fa, non è importante questo! “Arrossì, poi riprese:”Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda.E lui si dice: Ma se la pecora mangia il fiore, è come se per lui tutto a un tratto, tutte le stelle si spegnessero!E non è importante questo! “Non potè proseguire. Scoppiò bruscamente in singhiozzi.Era caduta la notte.Avevo abbandonato i miei utensili.Me ne infischiavo del mio martello, del mio bullone, della sete e della morte.Su di una stella, un pianeta, il mio, la Terra, c`era un piccolo principe da consolare!Lo presi in braccio. Lo cullai. Gli dicevo:”Il fiore che tu ami non è in pericolo… Disegnerò una museruola per la tua pecora… e una corazza per il tuo fiore… Io… “Non sapevo bene che cosa dirgli. Mi sentivo molto maldestro.Non sapevo bene come toccarlo, come raggiungerlo…Il paese delle lacrime è così misterioso.(da “Il piccolo principe”)