Paola Melone – Anima
Mai assecondare troppo la propria solitudine: si finisce con l’amare il proprio carnefice.
Mai assecondare troppo la propria solitudine: si finisce con l’amare il proprio carnefice.
Poi ci sono quei silenzi che entrano nell’anima più di una poesia. Il silenzio può ferire più di un verso, così nessun poeta potrà descriverne il dolore!
Passa, il temporale passa.E dopo c’è quel bellissimo odore di pioggia e l’arcobaleno.Quello che ti strappa un sorriso, che ti illumina la realtà, che ti fa stare bene, che ti fa accettare anche le notizie non belle.E chiudi gli occhi e speri, speri con tutta te stessa ed esprimi il tuo desiderio, come quando eri bambina e credevi nelle magie.
Chiudi gli occhi e dimmi, lo vedi l’infinito!?
Due anime affini sono ingranaggi di un’unica serratura.
Con Dio non si mercanteggia: occorre arrendersi a Lui senza condizioni.
Cosa mi manca sebbene ho l’amore della mamma che con la sua età riesce a ricaricarmi giorno dopo giorno come una batteria che sta per spegnersi, pensieri, solo pensieri negativi alla luce del giorno escono come cerbero dalla sua tana che vorace vorrebbe annientare tutto ciò che ho in fondo al cuore. Quello che mi manca davvero è il riposo dell’anima e un po’ di tenero amore davanti alla timida luna d’estate.