Paolo Auricchio – Tristezza
Il mio paradosso? Sentirsi solo anche in mezzo a tanta gente…
Il mio paradosso? Sentirsi solo anche in mezzo a tanta gente…
Cercare di ricostruire un cuore infranto è come rimettere a posto i pezzi di un vaso rotto con dello scotch, per quanto cerchi di aggiustarlo non sarà mai bello come era prima, cerchi in qualsiasi modo di ridagli un bell’aspetto finché non ti accorgi che forse è meglio gettarlo via!
Chi non soffre in questo mondo? Ed io chi sono per non adeguarmi?
Il bambino in un letto di ospedale, l’anziano dimenticato da tutti, le donne sottomesse e sfruttate, i tanti malati, le vittime della guerra, i piccoli violentati. Quanta tristezza. Se possiamo, dove c’è questa sofferenza, portiamo un sorriso. Non ci costa nulla, ma dà tanto: soprattutto a noi!
È come vivere in una stanza piena di vetri… non sai quando ti ferirai, ma ti ferirai.
Non riesco più a sognare con gli occhi di una ragazza spensierata. Non riesco più a sorridere a un bel gesto. Non riesco più a ridere senza poi piangere da sola nella mia stanza. Non riesco più ad essere quella di prima.
Ma se amassi di meno a chi lo darei tutto il resto?