Paolo Giordano – Libri
“Finirai per non vederlo neanche più” fece. “E come? L’avrò sempre lì, sotto gli occhi””Appunto” disse Mattia. “È proprio per questo che non lo vedrai più”.
“Finirai per non vederlo neanche più” fece. “E come? L’avrò sempre lì, sotto gli occhi””Appunto” disse Mattia. “È proprio per questo che non lo vedrai più”.
Se ci si lega troppo forte a cose e persone, quando queste svaniscono, non se ne va forse anche una parte di noi stessi?
Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.
Le cose che cambiano e vanno perdute, ecco cosa vale la pena di preservare.
È la notte che porta consiglio. Ma è vero anche il contrario; è la notte che cancella ogni ragione.
Non è solo del medico, che il malato ha bisogno. Ha bisogno che qualcuno si faccia carico di lui, lo ascolti, capisca quali sono i suoi problemi e lo aiuti ad affrontarli.Ecco, se prima mi occupavo di cercare di guarire, ora voglio curare. Sì, perché inguaribile non è sinonimo di incurabile. E anche se non posso guarire voglio continuare a essere d’aiuto agli altri, ai miei pazienti, ai miei compagni di malattia, in tutte le fasi del loro difficile percorso.È questo il mio obiettivo. Il mio bisogno come medico. Come malato. E come uomo.
L’incapacità di fare le proprie scelte genera un male di vivere.