Paolo Villaggio (Ugo Fantozzi) – Verità e Menzogna
Credo che l’uomo nudo interessi più all’uomo che alla donna: scatta quel senso del paragone, di controllare come ce l’hanno gli altri.
Credo che l’uomo nudo interessi più all’uomo che alla donna: scatta quel senso del paragone, di controllare come ce l’hanno gli altri.
I pesci piccoli se la pigliano sempre nel culo. Così è scritto nella storia.
La verità non è mai stata rivendicata con la violenza.
Sei forse tu l’amore? Sei forse tu? Che mi sorridi? Sei forse tu che mi abbracci? Sei tu che mi sorreggi mentre sto cadendo? Allora se sei tu dimmi perché indossi la maschera della bugia? Togli quella maschera prendi il coraggio e guardami negli occhi, non vedi le mie lacrime? Quelle non indossano una maschera!
Dicci com’è un albero affinché non dubitiamo che qualcosa nel mondo, fuori da queste mura, continui a combattere contro l’infamia, contro la menzogna, contro la stolta crudeltà dei nemici della vita, dicci com’è e dov’è la giustizia, perché le strappiamo la benda dagli occhi affinché veda, finalmente, a chi, di fatto, è servita, chiunque egli sia; ma non ci dicano com’è la dignità perché lo sappiamo già, perché, perfino quando sembrava non fosse che una parola, noi comprendevamo che si trattava della pura essenza della libertà, nel suo senso più profondo, quello che ci permette di dire, contro l’evidenza stessa dei fatti, che eravamo prigionieri, eppure eravamo liberi.
Oggi è il giorno in cui numerosi dovranno indossare oltre la propria maschera abituale, una aggiuntiva.
I cani avevano le pulci, gli uomini un sacco di guai.