Pasqualino Clemente – Religione
Io definisco l’ateo come a una persona che entra in una casa, trova una tavola imbandita di cibi succulenti, approfittando ne mangia a sazietà, e poi dice a e stesso: Chi ha preparato questi cibi non esiste.
Io definisco l’ateo come a una persona che entra in una casa, trova una tavola imbandita di cibi succulenti, approfittando ne mangia a sazietà, e poi dice a e stesso: Chi ha preparato questi cibi non esiste.
“Tendiamo insidie al giusto, perché ci è d’imbarazzo”. Non si tratta di odio gratuito, ma di odio interessato: il giusto è odiato per la sua giustizia. La giustizia dà fastidio e deve essere tolta di mezzo. I persecutori sono pure atei, dato che sono sicuri che Dio non farà nulla per difendere il giusto: ateo non è (solo) chi pensa che Dio non esiste, ma anche chi pensa che è impotente o indifferente.
Credo che la prova dell’esistenza di Dio risieda principalmente in una profonda esperienza personale.
Gesù ha detto: “Il Regno di Dio è già in mezzo a voi”. E chi fa parte di questo Regno? Noi, tutti noi credenti, amici di Gesù, amici perché così Lui ci ha chiamati. Mi permetto di dire, e spero di non sbagliare, che è giunto il momento, in Italia, che le pietre vive della Chiesa scendano per le strade a dimostrare con la propria vita che l’esercito di Dio è armato di cuori infiammati della fede in Gesù Cristo, di mani aperte che donano, di piedi che camminano verso chi ha bisogno. L’esercito di Dio è armato d’Amore, di Pazienza, di Coraggio, di Buona Volontà nel costruire ovunque e dovunque altri hanno distrutto e continuano a distruggere. Il poco fatto con amore diventa molto; basta un poco fatto da ciascuno di noi, secondo le nostre possibilità, investendo con le nostre capacità per vedere realizzarsi un miracolo.
Fate tutto il bene che potete, con tutti i mezzi che potete, in tutti i modi che potete, in tutti i luoghi che potete, a tutta la gente che potete, per tutto il tempo che potete.
Sia sempre nel nostro cuore e sulla nostra bocca la meditazione della sapienza e la nostra lingua esprima la giustizia.
L’anima sta a Dio come la materia sta all’uomo.