Patrizia Cristiani – Amico
Ho imparato che gli amici si contano su una mano monca.
Ho imparato che gli amici si contano su una mano monca.
Ci sono anche dei silenzi che dicono più di quello che possono raccontare un mondo intero di parole.Ci sono domande che rimangono sospese come una ragnatela viscosa in una casa abbandonata dove abbiamo paura di rimanere imprigionati se ci avviciniamo per guardarla da vicino, domande ineludibili che non siamo capaci di porci per poter ancora fingere di non sapere… Invece di fare una vera riflessione sulle domande che nascono dentro, su noi stessi, cerchiamo risposte negli altri per tutti nostri malesseri interiori, incolpiamo il mondo intero per le nostre indifferenze e mancanze, per evitare di affrontare con consapevolezza ciò che è… Siamo capaci di tutto pur di non cercare le vere cause degli effetti distruttivi. Ci creiamo nella mente un paradiso artificiale troppo “perfetto” per poter essere dopo un po ‘consapevoli della nostra trasformazione in qualcosa di non reale, in plastica…Cosi ci lamentiamo che i nostri grandi sogni di domani sono solo residui infinitesimi di briciole gettate nella spazzatura di ieri.
Ci sono gli amici e chi dice di esserlo. La differenza sta tutta nel farlo.
Quanto è raro e meraviglioso l’attimo in cui ci rendiamo conto di aver trovato un amico.
La vita ci pone davanti a dilemmi sin dall’infanzia.Batman o Spiderman;con o contro i prof;tecnico…
L’amico è colui che se lo incontri e non vi scambiate nemmeno una parola, dopo…
Esistono compagni disposti a spezzarsi l’un l’altro, ma esiste un amico che si tiene più stretto di un fratello.