Paul Mehis – Morte
La Morte mi ha insegnato ad amare la Vita.
La Morte mi ha insegnato ad amare la Vita.
“Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno” è comodo dirlo per l’innato senso di prevaricazione dell’uomo, chi muore ha perso, facile dire che fosse il migliore!
Forse la nostra anima si nasconde nel nostro Nulla ed è per questo che donando il Nulla e ricevendolo in cambio, ci si sente irrimediabilmente legati.
Sai cos’è l’aborto? L’urlo di un bambino: “Ti avrei voluto bene mamma… “
Sebbene molti muoiano da sciocchi, sono pochi gli sciocchi che muoiono.
Il nulla non esiste eppure è… è assenza di tutto.
C’è un gioco sottile nel risveglio. Una fase in cui la morte ti corteggia, lusingandoti, per protrarre il sonno e convincerti a non svegliarti mai più. La morte ha la prima mano. Ti presenta caleidoscopicamente ciò che ti attende non appena avrai aperto gli occhi. Di che sudare freddo in un letto caldo. Poi, ti fa una controproposta: ti invita a tenere gli occhi chiusi, come se tu fossi il testimone di un imminente delitto mafioso. Quindi, gioca la carta del torpore: un asso pigliatutto che si porta via i tuoi progetti per il passato, ramazza l’angoscia di un presente onnipresente come Dio, ti assicura che nel futuro, per tua fortuna, non ci sarai.