Roberto Giusti – Morte
Dolore. Lacrime. Sangue. Silenzio… Morte e Pace. Fine.
Dolore. Lacrime. Sangue. Silenzio… Morte e Pace. Fine.
Vorrei per gioco strapparmi il cuore, e cogliere in quel lungo e intenso attimo l’essenza di quel dolore, che a volte si prova per un’amore perduto o ancora peggio per un amico deceduto. Per l’emozioni vissute che sembran sbiadite dal tempo tiranno che l’ha logorate, ma mai cancellate. Sfoglio nel diario dei ricordi, trovo gli amici che avevo, l’incontro oggi in un triste mutismo, ma mamma mia allora quanto ridevo, un lacrima inumidisce il mio viso, che con il mio cuore i ricordi aveva sfogliato, per trovare un amico ormai sopito in un sonno eterno e nel marmo scolpito.
È facile dire ciao… Il difficile è dire addio!
E così, ti regalerò solo tre rose: una rossa, a simboleggiare il nostro vero amore; una nera, a unirci sempre sotto il segno dell’oscurità; e infine… una blu, come il cielo… infinito come noi.
Tracciavamo confini intorno a Noi… ma non c’eravamo ancora accorti… d’aver superato quello dell’Amicizia!
“Ricicliamo” i sentimenti, lo spirito, alleniamoci al pensiero che nessuno è indenne dalle sventure e votiamo “La Legge del Cuore”, dicendo basta alla barbarie della pena di Morte, per mano di un altro uomo… impietoso!
L’unica cosa a cui non c’è rimedio è la morte. La morte a volte è l’unico rimedio, essa avviene nell’attimo stesso in cui decidiamo di nascondere il viso dentro una maschera. Nessuno vedrà e nessuno saprà chi siamo e cosa sentiamo.