Paul Mehis – Viaggi e vacanze
Detesto profondamente gli “italiani” che all’estero, mi fanno provare vergogna di esserlo!
Detesto profondamente gli “italiani” che all’estero, mi fanno provare vergogna di esserlo!
A volte la Strada ti parla. Sussurra filastrocche di domani, come una sirena che s’affaccia alla riva dei tuoi pensieri e il tuo viaggio è il suo canto, il ritmo ubriaco dei tuoi giorni la sua cadenza. Sui marciapiedi sgranati affamati di sole. Ai vertici pulsanti delle strade, negli angoli frenetici di traiettorie in ritardo. Nel caos polifasico della metropoli, mentre ti immergi fuori dai confini di te stessa e il tuo vagare ti lascia senza fiato, mentre insegui un volto tra le maschere… il tuo.
Con l’educazione, il rispetto, la voglia di fare e la conoscenza delle lingue… si può andare dove si vuole.
Ricerco la felicità perché comunque il dolore non ha quasi mai smesso di trovarmi.
Quando viaggi non è importante quello che vedi quanto come lo vivi.
Ora capisco perché David Martìn sia tanto innamorato di Barcellona.
Si perde la fiducia negli altri, solo dopo averla persa in se stessi.