Paulo Coelho – Libri
Voglio che immagini il colore del cielo, ma a occhi chiusi.
Voglio che immagini il colore del cielo, ma a occhi chiusi.
“Quella ragazza è feramente carina, ” disse Krum, richiamando Harry alla realtà. Krum indicava Ginny, che aveva appena raggiunto Luna.”Anche lei è una tua parente?””Sì”, disse Harry, improvvisamente irritato, “ed esce con un tizio.Uno gelosissimo. Un tipo grosso. Non ti conviene farlo arrabbiare”.
L’universo (disse) è il Grande Tutto e presenta un paradosso troppo grande perché possa essere contenuto dalla mente finita dell’uomo. Come il cervello vivente non può assumere il concetto di un cervello non vivente, anche se si credo di poterlo fare, la mente finita non può comprenderre l’infinito.
La letteratura è cannibalismo con la macchina da scrivere.
Ha a che fare con l’idea che ci sia più onore nel toccare che nell’uccidere. Per esempio, fai parte di una tribù e sei un guerra con un’altra tribù. Se uccidi un nemico, è un grande onore per te. Se all’epoca avessero avuto trofei, probabilmente avresti vinto il più grosso. Ma c’era un onore più grande, che durava per sempre. Se volevi conquistarlo, non dovevi uccidere il guerriero nemico. Dovevi prenderlo alle spalle e toccarlo – per esempio posndogli la punta della lancia su una scapola – e poi scappare. Per tutta la vita avresti potuto raccontare la storia di quanto eri stato coraggioso ad avvicinarti al nemico senza torcegli un capello. Si chiama counting group… saresti diventato una leggenda.
Fantasticare infaticabilmente per lunghe ore con l’attenzione fissa su qualche frivolo fregio marginale, o su qualche anomalia tipografica di un libro; incantarmi durante quasi un’intera giornata estiva nello studio di un’ombra insolita cadente di sghimbescio sulla tappezzeria o sull’uscio; perdermi per notti intere a contemplare la ferma fiamma di una lampada, o le braci del camino; sognare per giorni e giorni intorno al profumo di un fiore; ripetere monotonamente parole comuni sinché il loro suono, a forza di essere ripetuto, cessava di rappresentare alla mente un’idea purchessia; perdere ogni sensazione di movimento o di esistenza fisica, grazie a una totale rilassatezza del corpo mantenuta a lungo e ostinatamente; queste tra le tante erano le più comuni e meno perniciose divagazioni prodotte da uno stato delle mie facoltà mentali non ancora in verità del tutto ineguagliato, ma che certo sfidava una qualunque possibile analisi o spiegazione.
Leggere un buon libro è una cosa magnifica: più vai avanti, più desideri che la storia non finisca mai.