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Paulo Coelho – Libri

Un vigliacco è un essere che non ha mai osato guardare nel fondo della propria anima, che non ha mai cercato di scoprire da dove provenga il desiderio di liberare la fiera selvaggia, di capire che cosa siano la felicità, il dolore, l’amore: sono esperienze limite dell’uomo. E soltanto chi conosce queste frontiere può dire di conoscere la vita. Il resto è solo un far passarte il tempo, un ripetere lo stesso esercizio, invecchiare e morire senza aver realmente saputo che cosa si stava facendo. (da “11 minuti”)

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    “… eravamo troppo abituati alle nostre vite e non leggevamo più le Sue parole.””Dove sono scritte?””Nel mondo intorno a te. Basta che tu presti attenzione a ciò che ti accade nella vita e scoprirai dove, in ogni momento della giornata, Egli nasconde la sua parola e la Sua Volontà.-cerca di seguire ciò che Egli vuole: è questa l’unica ragione per cui tu sei a questo mondo.”

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    La scritta in kanji dice “Ichi-go, Ichi-e” ovvero “una volta, un incontro”. La pergamena mi ricorda che ogni cerimonia del tè è unica e deve essere assaporata per quello che offre. La scritta può essere interpretata anche come “un’occasione nella vita”. Questo mi ricorda che in qualsiasi conflitto tra la vita e la morte, non c’è possibilità di ritentare. Bisogna afferrare la vita tra le mani.

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    Un uomo, il suo cavallo ed il suo cane camminavano lungo una strada.Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all’istante.Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali. A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione…Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati e assetati. A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d’oro, al centro della quale s’innalzava una fontana da cui sgorgava dell’acqua cristallina.Il viandante si rivolse all’uomo che sorvegliava l’entrata.”Buongiorno””Buongiorno” rispose il guardiano.”Che luogo è mai questo, tanto bello? “”È il cielo””Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete! “”Puoi entrare e bere a volontà”.Il guardiano indicò la fontana.”Anche il mio cavallo ed il mio cane hanno sete””Mi dispiace molto”, disse il guardiano, “ma qui non è permesso l’entrata agli animali”.L’uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo.Ringraziò il guardiano e proseguì.Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi.All’ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato.”Buongiorno” disse il viandante.L’uomo fece un cenno con il capo.”Io, il mio cavallo ed il mio cane abbiamo molta sete”.”C’è una fonte fra quei massi”, disse l’uomo, indicando il luogo, e aggiunse: “Potete bere a volontà”. L’uomo, il cavallo ed il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.Il viandante andò a ringraziare.”Tornate quando volete”, rispose l’uomo.”A proposito, come si chiama questo posto? “”Cielo””Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là! “”Quello non è il cielo, è l’inferno”.Il viandante rimase perplesso.”Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome! Di certo, questa falsa informazione causa grandi confusioni! “”Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici… “

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    Ho ritrovato una fotografia di mio figlio ventenne.È in California con le amiche Erica ed Elisabeth Lennard.È magrissimo, sembra un ugandese, però bianco anche lui. Trovo che ha un sorriso arrogante, un’aria di scherno.Vuol dare l’impressione trasandata di un giovane vagabondo. Si piace così, povero, con l’aria da povero, la goffaggine di un ragazzo magro.È la fotografia che si avvicina di più a quella, mai scattata, della ragazza del traghetto.