Pierluigi Cavarra – Società
In Italia mi sento un po’ come il figlio che viene derubato dal padre…
In Italia mi sento un po’ come il figlio che viene derubato dal padre…
Non discuto che il libro di Saviano, sia una denuncia, una veritiera descrizione, ma non preferisco leggere di queste cose, per noi tutti è un ulteriore vergogna, non essere riusciti a debellare questa piaga che non avrà mai fine. Bisogna dire che purtroppo sempre più cresce la schiera dei disoccupati, e se non si risolve in maniera definitiva questo impellente prolema, non ci sarà mai fine alla camorra, alla mafia, che assolda proprio persone che più non riescono a trovare lavoro, alcune volte costrette, e non hanno scelta, hanno anche loro la famiglia i figli da mandare avanti, non lo dimentichiamo, e allora piuttosto che gridare al lupo al lupo, dobbiamo cercare di risolvere questo primario ed unico, prolema in maniera definitiva, a nessuno piace vivere pericolosamente, basta scrivere di queste cose, è una dolorosa piaga, che forse non ha tutti conviene curare, parlo degli infiltrati anche nella politica, che in questo torbido, ci quadagnano, e allora visto che queste cose le sappiamo tutti, perché stiamo zitti ed aspettiamo che un certo Saviano ce le faccia leggere.
I seguaci della rivoluzione, sono quelli che pensano ed agiscono.
In genere il cattivo nutre il corpo e il buono nutre l’anima.
L’intelligenza è in se stessa un’esagerazione e distrugge l’armonia di ogni volto.
Io non voglio giudicare, né tantomeno condannare nessuno perché non sono nella posizione di farlo, ma, come un giovane italiano all’estero da quasi una vita, vedo l’Italia di oggi come una schiava dell’eccessivo conformismo e mancanza di iniziativa e di immaginazione della maggioranza degli italiani.
Le ragazze americane si prendono sempre i partiti migliori. Perché non possono starsene nel loro Paese? Ci dicono sempre che è il paradiso delle donne… ecco perché, come Eva, sono così estremamente ansiose di lasciarselo alle spalle.