Pietro Abelardo – Desiderio
Non é quindi peccato desiderare una donna, ma assecondare la concupiscenza; non si deve condannare il desiderio dell’unione carnale, ma l’assenso dato a questo desiderio.
Non é quindi peccato desiderare una donna, ma assecondare la concupiscenza; non si deve condannare il desiderio dell’unione carnale, ma l’assenso dato a questo desiderio.
Non bisogna ne perdere e ne lasciare il cammino di ciò che si desidera.
Vorrei sapere un modo sicuro per farmi conoscere per quella che sono. Vorrei un cuore che all’occorrenza diventi di pietra per proteggersi dalla cattiveria gratuita. Vorrei riuscire a trovare persone che non tradiscano il mio affetto. Vorrei un po’ di sana cattiveria da rendere a volte a chi la merita. Vorrei avere un po’ di quel che do. Ma forse è come desiderare la luna.
Come il fior di Loto, che affonda le radici nel fango e si distende sulla superficie delle acque stagnanti uscendo da esse immacolato e bellissimo, anche la città di Napoli germoglierà sempre più bella e spendente. Io ci credo.
L’uomo non conosce la vera gioia perché desidera sempre ciò che non ha.
A volte si vorrebbe avere la risposta che cerchiamo senza avere avuto l’imbarazzo di fare la domanda.
Tu mi fai un effetto che mi dà un emozione nuova… mai provata… credo che sia ancora desiderio di te, i tuoi occhi sono come il mare di notte riflesso dalla luna, instancabili da guardare ho lasciato messaggi d’amore al vento, cullati sulle sue ali li porterà da te, le mie mani vorrebbero portarti in paradiso, ma quando ti vedo sei tu che porti il paradiso nella mia mente…