Pietro Maviglia – Filosofia
Andare, venire è meglio che partire. Amare, odiare è meglio che stare male. Iniziare, finire è come guarire. Gioire, patire è meglio che morire.
Andare, venire è meglio che partire. Amare, odiare è meglio che stare male. Iniziare, finire è come guarire. Gioire, patire è meglio che morire.
Senza gli irrefrenabili cambiamenti il mondo sarebbe un acquario in cui crescerebbero solo pezzi di antiquariato perenni.
Per raggiungere l’obiettivo, impara ad amare il rischio.
Un vecchio proverbio recita: Acqua passata non macina più mulino. Oggi diremmo: Quel che è stato è stato.
Molto di ciò che ideeremo nella nostra mente non verrà più riprodotto nella realtà, ma rimarrà nella realtà simulata.
Vale la pena di morire per continuare a vivere, per far si che un giusto sorriso, diventi il sorriso di un giusto. Vale la pena di morire, affinché una sofferenza temporanea, non divenga un’eterna sofferenza. Per raccontare ad altri, che l’altro è importante come te. Vale la pena di morire per sapere per chi sei vissuto, perché sei nato e se ciò che hai sempre immaginato è vero, come ciò in cui hai sempre creduto. Per capire cosa veramente è importante e cosa invece non lo è. Vale la pena di morire per lasciare ad altri l’eredità di quel che sei stato e di quello che hai imparato. Per chiarire quello che hai fatto e per cosa hai lottato… se mai hai combattuto. Vale la pena di morire per una carezza ricevuta e per una appena data, ma vale anche la pena di vivere fino all’ultima stilla, perché la vita non è una pena, ma una stella che una sola volta brilla.
Non è il pazzo che fantastica sul come vivere.