Platone – Antichi aforismi
Mi condannano perché colpevole, figuriamoci io che sono innocente.
Mi condannano perché colpevole, figuriamoci io che sono innocente.
Qual stimate voi sia la propia condizione del ricco avaro? Il tormentarsi per istrema cupidigia d’avere, e pauroso sempre stare di non perdere quel che si possiede.
Ci vuole più a trovare un buon socio, che una buona moglie.
Non sei d’accordo anche tu – dissi – che gli uomini rinunciano ai beni involontariamente, volontariamente ai mali? E non è forse un male illudersi intorno alla verità, un bene, invece, essere in possesso del vero? E possedere il vero non ti sembra che consista nel pensare ciò che veramente è?
Nondimeno, se senza danno de’ propri interessi, si può quanto piace divertirsi.
La troppa sicurezza è madre della negligenza; ed il timore discreto è il padre dell’attenzione.
La virtù non ha padroni: quanto più ciascuno la onora, tanto più ne avrà.