Platone – Felicità
Il più felice, allora, è colui che non ha malvagità nell’anima, dal momento che questo si è rivelato essere il più grande dei mali.
Il più felice, allora, è colui che non ha malvagità nell’anima, dal momento che questo si è rivelato essere il più grande dei mali.
Felicità è sapere che “ne è valsa la pena”.
Ci sono persone che a solo pensarle torna il sorriso, ti rendono ottimisti, ti accompagnano, anche se lontane, per tutto il giorno… rendendoti la giornata diversa, bella…! Io la chiamo principessa!
La politica, nella comune accezione del termine, non è altro che corruzione.
Non vi è né felicità né infelicità a questo mondo, è soltanto il paragone di uno stato ad un altro, ecco tutto. Quegli solo che ha provato l’estremo dolore è atto a gustare la suprema felicità. Bisognava aver bramato la morte, Maximillien, per sapere quale bene è vivere. Vivete dunque e siate felici, figli prediletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Iddio si degnerà di svelare all’uomo l’avvenire, tutta l’umana saggezza sarà riposta in queste due parole: aspettare e sperare.
La vera felicità la vivi quando hai la complicità della persona che ami e che ti ama illimitatamente.
Una risata felice può essere più lusinghiera di un’onorificenza, più preziosa del denaro e più gradita all’anima di una preghiera.