Plutarco – Figli e bambini
Gli studenti non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere.
Gli studenti non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere.
I figli? Molto spesso io i miei figli, nonostante abbiano diciannove e quindici anni, li guardo e mi dico, “i miei figli!”. Chissà che occhi ho in quei momenti.
Alle donne, in generale, non ho mai avuto né la necessità né l’occasione di invidiare nulla. Diventato papà, giorno dopo giorno mi sono innamorato talmente tanto dei miei due figli che oggi sono arrivato a scoprire che verso le donne provo una grandissima invidia. Quale? La gravidanza, nove mesi tutto per loro, dentro di loro poi: chapeau!
Un vecchio detto diceva: “i figli si accarezzano quando dormono”. La mia esperienza di vita e di padre mi hanno invece insegnato che in qualsiasi momento bisogna far sentire loro il proprio amore. Sono i figli a dover scindere, all’occorrenza, la figura buona che, a volte, è costretta a diventare severa, o addirittura cattiva.
A volte basta uno sguardo per rassicurare un bambino, altre è necessario un abbraccio, però la cosa più importante è che i tuoi figli trovino in te che sei la madre quella forza e sicurezza che li aiuti ad esorcizzare le paure.
Quando ho freddo non sempre uso una coperta, a volte parlo con mamma.
Io non lo amo perché è bello, ma perché è il mio bambino.