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  • Patrizia Luzi – Uomini & Donne

    Non esistono donne giuste o sbagliate, come anche, non esistono uomini giusti o sbagliati. Per me esistono persone coerenti e incoerenti, maschi o femmine che siano, quelle che promettono e non mantengono, quelle che dicono una cosa e poi non la fanno, quelle che ti fanno sentire un momento in paradiso e poi dopo all’inferno, quelle che ti fanno sorridere, scaldandoti il cuore, ma che sanno anche farti soffrire, quelle che amano comportarsi da stronze e quelle che invece lo sono! Io non lo so come mi vedono gli altri, io so solo che non voglio essere come quelle persone.

  • Mariella Buscemi – Uomini & Donne

    Sono le favole che c’hanno raccontato mamme, nonne e zie da piccole ad aver costruito le nostre roccaforti di convinzioni sui sentimenti e sugli uomini. Un rospo rimarrà sempre un rospo, anche dopo averlo baciato, se è rospo dentro. Ci frega la scarpetta di cristallo che è scomoda e fa male, ci frega la mela che allunga la vita, ci frega il tappeto volante per poter inseguire i nostri sogni, ci frega la sindrome della crocerossina con quella strana tendenza a voler salvare a tutti i costi chi non vuole essere né salvato né guarito; gli uomini: malati terminali di sentimenti ed emozioni che se ne vanno in giro con flebo di zucchero per addolcire di tanto in tanto quei pensieri e quelle parole che se uscissero dalla testa e dalla bocca così per come sono, sarebbero amari, amari, amari. E noi che facciamo? Ci rimaniamo male per non essere le sole, le uniche, le eroine che che cancellano i ricordi delle “ex-qualcosa” e impediscono ogni altra forma di “future-qualcosa” all’infuori di noi stesse, arriviamo noi e vogliamo il primato su tutto, li spogliamo di un prima e di un dopo. Mi vien da pensare che sono proprio poveri gli uomini se devono fare i conti con tutto questo, ecco perché preferiscono rimanere rospi!

  • Simone Pirozzi – Uomini & Donne

    Queste bimbominkielle viziate e snob, ormai attempate, che vivono di eventi mondani, eleganti e frivoli, bagnate da fiumi di alcool e assordate dalle note del decerebrato di turno; ebbene queste “donne” – senza offesa per il termine inidoneo a realizzare il fine premeditato – sono il pasto prediletto della superficialità. Da sedurre e abbandonare: per l’impavido di turno sia chiaro.