Publio Terenzio Afro – Uomini & Donne
Quel che ho fatto, l’ho fatto pensando a te e alla tua stupidità. Perdevi la testa, tu, tenevi il piacere di un istante come la cosa principale e al futuro manco ci pensavi.
Quel che ho fatto, l’ho fatto pensando a te e alla tua stupidità. Perdevi la testa, tu, tenevi il piacere di un istante come la cosa principale e al futuro manco ci pensavi.
Temo che gli animali vedano nell’uomo un essere loro uguale che ha perso in modo estremamente pericoloso il sano intelletto animale: vedano ciò in lui l’animale delirante, l’animale che ride, l’animale che piange, l’animale infelice.
Non potremo mai capire sino in fondo, perché così va.Sicuramente possiamo fare tanto questo si.Quello che però, può scatenare una presa consapevolezza è talvolta indicibile. Ciò che fa rimanere impietriti, è quello che molte donne sanno, vivono, stando in silenzio tra quelle mura del silenzio, o in quelle vie di una città distratta, troppo distratta, aggiungerei menefreghista.Uomini che si sentono potenti, incapaci loro stessi di piccoli gesti, come capire…Sono, potenti solo nella violenza cruda, dura, in quella città che consacra criminali, per il solo fatto di non voler agire. Basta interagire, si basta quello.Quindi invito le Donne a interagire e a non aver timore, ecco adesso si, lo dovete fare, siete quello che di più caro ci sia sulla terra. Non lasciate che cimici della violenza si avvicinino lasciando quel puzzo di schifo addosso.
Da un’intima amicizia, tra uomo e donna a volte si crea un’intesa d’anime, che può sbocciare nel più completo degli amori!
Che strane creature, noi uomini. Prima aneliamo alla libertà, ma poi ne abbiamo paura.
Lui un labirinto in cui perdersi.
Le grandi donne le parole più belle spesso le dicono con i silenzi. Le donne migliori le cose più belle le dimostrano con piccoli gesti, senza fare cose eclatanti. Loro non hanno bisogno di farsi spazio in modo prepotente tra la gente. È il mondo stesso ad aprirle un varco tra la folla. Le grandi donne sono grandi proprio perché non si “fanno” notare ma “vengono” notate e quasi sempre ricordate!