Quino (Joaquín Salvador Lavado) – Società
Pare che se uno non si affretta a cambiare il mondo, poi è il mondo che cambia lui!
Pare che se uno non si affretta a cambiare il mondo, poi è il mondo che cambia lui!
Non v’è io, siam sempre noi.
Morire per il proprio paese è la più vile delle imbecillità che possa esserci, distrugge la vita di chi non ha nulla a che fare con questa stupidità assurda e senza alcun senso, ha solo lo scopo di smuovere gli animi dei potenti che dopo mezz’ora hanno dimenticato le vittime di questa convinzione.
Ogni regione indipendente dall’altra, più indipendenti di così. Ogni regione con le proprie regole, più liberi di così. Ogni regione con le proprie leggi, più sicuri di così. Ogni regione con le proprie idee, più coraggiosi di così. Ogni regione con la propria capitale, più italiani di così. Ogni regione farà sue le scelte più intelligenti intraprese dalle altre regioni, più intelligenti di così.
Sono tutti contro tutti; si inseguono e scappano come in un autoscontro. La crisi è depressa, il caos è in panico, l’avidità ha la nausea ma continua a ingozzarsi, il dovere non vuole responsabilità, il dolore non sente l’anestesia a causa della dipendenza da agitazione, le malattie vogliono guarire ma c’è chi continua a voler essere un virus letale. Le lacrime soffrono silenziose dentro al cuore mentre la verità fa il solletico alla vita, con tante buone idee, ma qualcuno continua ad affogarla nelle sabbie mobili dell’egolatria.
La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini.
Non conta la nazionalità, ma la sincerità nei rapporti, qualunque essi siano.