Rachid Ouala – Società
Viviamo in una terra tristemente abitata da esseri umani, ma disabitata dall’umanità.
Viviamo in una terra tristemente abitata da esseri umani, ma disabitata dall’umanità.
Chi ti spezza il cuore una volta, non è detto che sia l’ultima volta.
Facile è associare i confini stabiliti dalla società alle limitazioni che noi stessi imponiamo alla nostra mente.
L’opera umana è sempre macchinosa e fragile, basta un soffio per distruggerla.
I popoli oppressi dei Tropici stanno alla nostra civilizzazione come creditori di diritti antichi ed irrinunciabili, alla stessa maniera della classe operaia in Europa.
Questa Umanità non mi piace, non mi piace come pensa, non mi piace come agisce, non mi piace come prega, non mi piace come tratta se stessa e gli altri esseri di questa terra. Per questo vi prego non ditemi “restiamo Umani”, io mi sento un alieno.
Sono sempre di più le persone che viaggiano con la mente altrui senza spendere un piccolo neurone proprio: questa è la nuova società, tutto fumo e niente arrosto.