Raffaele Caponetto – Dillo in tre parole
Italia refugium peccatorum.
Italia refugium peccatorum.
Due persone; un uomo e una donna si amano alla follia. Stanno sempre insieme, non possono vivere l’uno senza l’altra. Due corpi ed un’anima. Ogni giorno che passa si conoscono sempre meglio e più profondamente. Decidono allora di suggellare il loro amore con la parola fine.
Chi più in alto sale, senza saper volare; sarà bene che impari a planare o meglio che scenda le scale per non finire in ospedale.
Un maniaco di grandezza ci ha coinvolto, senza che il popolo lo volesse e senza le risorse e i mezzi necessari, in una guerra che ci ha lasciato con le ossa rotte. Da allora, fino ai giorni nostri, sono trascorsi oltre due terzi di secolo. Le nazioni partecipanti al conflitto che ne uscirono sconfitte e malconce, nel frattempo, sono riuscite a rifarsi delle batoste subite; prima fra tutte la Germania. Purtroppo l’Italia ha sempre arrancato senza riuscire a rimettersi in piedi. Il peso della nazione è sempre gravato sulla grande massa dei lavoratori; mentre una sottile fetta della popolazione, la cosiddetta casta, fagocitava costantemente l’ottanta per cento dei guadagni prodotti dall’economia del Paese. Si spera in una inversione di tendenza.
Quando c’erano ancora mamma e papà non sapevamo di essere felici.
L’unico momento di relax, è quando non ci vediamo.
Quando c’era la lira in Italia, bene o male, eravamo noi italiani a comandare a casa nostra. Con l’avvento dell’euro, sono iniziati i problemi veri, la lira è stata declassata e non siamo più padroni di noi stessi. Si stava molto meglio, quando si stava peggio!