Raffaele Caponetto – Uomini & Donne
Così come i pianeti gravitano attorno ai Soli, gli uomini gravitano attorno alle donne.
Così come i pianeti gravitano attorno ai Soli, gli uomini gravitano attorno alle donne.
– Cosimo: Perché mi fai soffrire?- Viola: Perché ti amo.- Cosimo: No, non mi ami! Chi ama vuole la felicità, non il dolore.- Viola: Chi ama vuole solo l’amore, anche a costo del dolore.- Cosimo: Mi fai soffrire apposta, allora.- Viola: Si, per vedere se mi ami.
Ci sono donne che inseguono sogni impossibili e vani. Fatti di persone che non hanno lo stesso obbiettivo. Poi ci sono quelle che sanno rinunciare a determinati sogni quando si rendono conto che inseguirli ancora equivale a perdersi, a farsi del male per arrivare a non raggiungere nulla. Io appartengo alla seconda tipologia, perché personalmente preferisco soffrire prima che piangere dopo dicendomi: “che stupida sono stata”!
Solo le bambine credono al principe azzurro. Tempo di capire come vanno le cose, e ogni donna si innamora del primo rospo che la faccia sentire principessa.
Amo quelle donne che sanno mostrare la loro intelligenza in piccolissimi passaggi. Amo quelle donne che riescono a smuovere la mente di un uomo senza sbottonargli i pantaloni. Amo quelle donne che fanno dei loro valori “tipologie” di vita senza fermarsi mai ad una squallida apparenza. Perché una vera donna non “appare” ma lei semplicemente “è”!
Quando hanno il coltello dalla parte del manico, quando possono imporre la propria scelta di abbandonare anziché subire quella di essere abbandonate, le persone hanno questo di orribile e stupefacente: fanno tutto così facile. Sembra che parlino di un qualche bambino che sta imparando a camminare: è caduto povero piccolo, si è sbucciato le ginocchia, ma poco male. Adesso si rialza e vedrai come fila spedito. Le ginocchia si riaggiustano no? Che problema c’è? Però guarda caso, a parlare così è sempre qualcuno che ha già imparato a correre.
Ci domandiamo che cosa daremo alla luce. Cosa uscirà dal travaglio? Un prematuro? Due prematuri? Tre aborti? Non importa. Bisogna continuare. Bisogna partorire se stessi. Abbiamo un appuntamento con uno sconosciuto lontano, il pittore che è in noi. A quarant’anni il bebè è nato. Per alcuni è una grande sorpresa, è un gigante. Per altri è gradevole, è vivo. Per altri ancora è drammatico, è un nato morto è un piccolo cadavere che si ritrovano tra le mani e che rende vani tutti gli anni di fatica.