Raffaele Direnzo – Destino
Ciascuno di noi ha una sua Immagine riflessa da qualche parte nel mondo: la metà mancante a renderci completi.
Ciascuno di noi ha una sua Immagine riflessa da qualche parte nel mondo: la metà mancante a renderci completi.
La ricerca della strada maestra è un viaggio singolare e unico da intraprendere ogni giorno. Esso è come un volo di uccelli fatto di istinto, cuore e abbandono ai sentieri del cielo.
Non c’è più niente per noisiamo tagliati fuorivitasocietàmondo di merdapossiamo solo affogarciil fine settimana attendiamoper morire annegati.
Molto semplicemente rendetevi conto che di noi rimarrà meno di niente.
È incredibile come certi attimi rimangano scolpiti nella mente; è inspiegabile come alcune semplici coincidenze possano spingerci a intraprendere nuove direzioni, trasformandosi così in importanti punti di svolta nella nostra vita.
Non v’è sentiero alcuno difeso contro la forza del destino e contro l’inclemenza del fato.
Tempo aggredito, rapito, assoggettato, nelle strade cambiate dalla mano che tutto prende. Ecco il millennio dell’infinito: Cristo ha vinto. Le sue risate di vittoria riecheggiano nello spazio introverso, tra le mura dell’interminabile prigione, l’amara conquista di specchi e di vite replicate sino all’uno finale, dove non resterà altro che non somigli a se stesso, fino ad annullarsi. Assoggettando tutti gli elementi in un grido disperato di morte, re infelice e vittorioso che tutto ha conquistato, niente ha avuto. La mensa è vasta quanto l’universo fino ai suoi limiti. La mensa è l’universo, che sembra dilatarsi nell’immortalità immorale, a prezzo dell’anima. E all’estremo, finirà nel silenzio di conquiste e mattanze lontane di mondi ancora ignari.