Raffaella Frese – Vita
Non volto le spalle a nessuno. E neppure mi pento della mia buona fede. Forse mi fido troppo delle persone, ma io. Son così.
Non volto le spalle a nessuno. E neppure mi pento della mia buona fede. Forse mi fido troppo delle persone, ma io. Son così.
Piccole gocce di solitudine formano oceani immensi sui quali dover navigare. Solo i più fortunati li solcano su yacht superaccessoriati. Tutti gli altri, salpano su piccole e modeste imbarcazioni.
L’uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova su un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena stà accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo insomma, a un di presso, alla storia di prima.
Errare è umano, ma mi fa sentire divino.
Quando qualcuno ti dice: “Sorridere è l’unico modo per affrontare la vita e tutti i suoi problemi, altrimenti sarà lei ad averla vinta”, io sempre rispondo cosi: “Non posso sorridere sempre, sarei un’ipocrita. Se oggi sorrido è perché la vita mi lo chiede.” Non posso sorridere se dentro di me ho solo sofferenza, dolore, angoscia, tristezza. Non posso sorridere quando vedo delle persone piangere perché hanno fame, quando vedo un bambino che chiede soldi da portare a casa. Non posso sorridere perché la vita ogni tanto è crudele con delle persone innocenti.
Cerco un punto fermo nell’equilibrio instabile.
Si vivrebbe in un mondo sicuramente più bello. Se le persone imparassero che non è un vestito firmato a farti signore. Che non è una macchina costosa a renderti interessante. Che non è quello che appare che conta. Ma sono quei piccoli valori come umiltà lealtà e bontà d’animo a rendere il mondo più bello!