Ralph Waldo Emerson – Uomini & Donne
Gli uomini sopra i quarant’anni non sono adatti a giudicare un libro scritto in uno spirito nuovo.
Gli uomini sopra i quarant’anni non sono adatti a giudicare un libro scritto in uno spirito nuovo.
È che siamo fragili fiori di deserto, siamo incomprese anime di tempesta, siamo apparente conquista, siamo agrodolci labbra, siamo indomabili amori in cerca di attenzioni; siamo donne, siamo nostre.
E voi, o donne, non caricatevi le orecchie di quelle pietre sontuose che il negro indiano raccoglie nelle verdi acque; non mostratevi oppresse dal peso di vesti tessute d’oro; spesso voi ci allontanate per quel fasto con cui vorreste conquistarci.
Le moto sono come le donne: se te la vogliono dare te la danno altrimenti non c’è nulla da fare.
Quella ragazza ha gli occhi più incredibili che abbia mai visto. Chiunque porti in giro occhi di quel genere non può essere una persona cattiva. Forse può anche succedere che faccia dei danni, ma solo se davanti a lei si sente il bisogno di abbassare per primi lo sguardo.
Essere donna è qualcosa di così strano, di così confuso e di così composito che nessun predicato può esprimerlo, mentre a voler usare molti predicati, si contraddicono in modo tale che solo una donna riesce a sopportarlo e a sentirvisi felice.
Guardo quest’uomo, in fondo a questa luce notturna, con in braccio il neonato di Sarajevo. E d’improvviso sento quel dolore, che poi mi prenderà ogni volta e ha un modo tutto suo di aggredirmi. Mi stringe la nuca, m’irrigidisce il collo. È Diego che mi trattiene da dietro, riconosco le sue mani, il suo fiato, però non posso voltarmi. Era lui che doveva tenere in braccio il bambino […]. È lui che mi tiene per la nuca e mi sussurra di guardare il mio destino avanti, le scene della mia vita senza di lui.