Raniero Cappelli – Destino
In un destino comune a tutti, solo il tenersi per mano è un destino giustificabile.
In un destino comune a tutti, solo il tenersi per mano è un destino giustificabile.
La gravità, gli effetti e la loro portata, di quello che Dio ha fatto per ottenere il dominio universale e l’immortalità dei suoi figli, servi ed angeli, superano di gran lunga le Sue reali capacità di riparazione e la sua scaltrezza. Chiamare “disastro” l’annullamento totale e definitivo di tutti gli universi, tempi, dimensioni, e della vita generale (compresa la Sua) mi sembra un eufemismo da incompetente e facilone.
Quando ti accorgi che il tuo sole fatica a sorgere, e la strada che stai percorrendo è diversa da quella prefissata, quando ti accorgi che hai buttando via il tempo migliore e pensi che stia finendo quello a tua disposizione, se dentro di te c’è ancora un po’ di quello che sei realmente, dalla memoria scegli il meglio e riprendi in fretta quel volo che, per quanto possa essere lungo finirà sempre troppo presto.
Il destino ha la consistenza delle nuvole.
Quel suono lontano, nella notte in cui la paura di perderti dilaga, esso si avvicina, è fermo qui sotto, il cuore batte come un martello pneumatico, il dolore riempie di adrenalina il mio sangue, nonno ti prego vinci anche questa volta non te ne andare.
Forse questa notte può sembrarti vuota, anche se tutto in questa notte può avere un senso.
Hai mai pensato che il destino è nelle scelte, e le scelte sei tu che le fai?