Rita Lombardi – Figli e bambini
Noi siamo quelli che mettono al mondo i figli, ma non siamo i loro padroni, quello che possiamo fare è dare dei consigli, ma devono imparare dai loro errori per crescere.
Noi siamo quelli che mettono al mondo i figli, ma non siamo i loro padroni, quello che possiamo fare è dare dei consigli, ma devono imparare dai loro errori per crescere.
Un bimbo che sorride fa sorridere il cuore.
Il tratto che contorna gli occhi di un bambino o di un figlio che sorride al proprio genitore “dovrebbe incidere” nell’anima di quest’ultimo quell’alfabeto sonoro, (comprensibile solo a loro), composto di gesti, istanti, sguardi, pianti di gioia, che elimina e cancella in un istante tutto ciò che nella vita ci sembra insuperabile ed inaffrontabile.”Il sorriso e l’amore di un bambino o del proprio figlio è l’antidoto a tutti i mali dei mali; noi stessi! Con i nostri limiti, frustrazioni, tormenti ci avveleniamo la vita che ci è stata concessa e che, nel frattempo, è scappata via”…
Il tuo divenire abbia nei figliil suo solo avvenire,è nel passo che continua la forza divina,è nei figli la prova della promessa che si rinnova.
Dico ancora che non ho mai fatto, e mai farò, del male a un bambino. Mi disgusta il fatto che siano state scritte delle cose false sul mio conto.
Il più bel regalo che l’uomo possa conoscere è il frutto della riproduzione della propria materia; i figli.Essi sono la panacea e il traguardo più significativo a cui ognuno può ambire; svegliarsi al mattino e sentire la pelle del corpo rabbrividire dalla meraviglia che la vista ci offre: i tratti, lo sguardo, il respiro, il corpo di ciò che l’uomo è capace di “creare”: il proprio figlio, la propria figlia come risultato di un concentrato d’amore disinteressato, candido, astrale, che supera la logica della ragione e che “dovrebbe pervadere ogni singolo centimetro della materia di cui siamo fatti” per entrare in assonanza con la frequenza della nostra creatura nel più bello dei viaggi che un genitore può affrontare con il frutto ed il significato della sua permanenza terrena: “il viaggio dell’amore”.
Dio ha voluto che la donnaportasse in grembo il proprio figlioper nove lunghi mesi,per far crescere in leiil forte desiderio di accudirlo.Molte sono infatti le prove cheun altra persona non saprebbe di certosuperare se non con un attaccamento così grandealla propria creatura.