Rita Lombardi – Stati d’Animo
L’invidia? No, grazie. La lascio agli invertebrati.
L’invidia? No, grazie. La lascio agli invertebrati.
Arrivavano così all’improvviso, come tempesta mi travolgevano ed io restavo lì ferma perché non volevo andassero via di nuovo, quelle emozioni che accarezzavano la mia pelle.
Siamo foglie sparse restituite alla terra in un letto d’ambra sotto l’eco celeste.
L’odio è quel seme avvelenato da cui hanno origine solo frutti marci.
Gli spiritosi si dividono in due tipologie: gli allegri e i tristi. Lo spiritoso allegro, probabilmente, è sempre stato tale e non ha bisogno di sentirsi dire di essere divertente, poiché sa già di esserlo. Lo spiritoso triste, invece, ha dovuto coltivare l’umorismo per puro spirito di sopravvivenza, un po’ per esternare i propri dispiaceri, un po’ per farsi tirare su, di tanto in tanto, da qualcuno in grado di entrare in empatia con i suoi sentimenti. Quando viene definito “simpatico” dagli altri, dopo una prima fase di soddisfazione illusoria, lo spiritoso triste si accorge di non aver ottenuto quel calore umano di cui avrebbe bisogno, essendo stato associato per errore all’altra categoria di spiritosi. In realtà, uno spiritoso triste non può accontentarsi soltanto di un semplice “ti trovo simpatico”.
Agli specchi mi rivolto, al pensiero di un cervello mi distolgo. Se mi amassi un terzo di quanto mi odio mi chiedo solo come sarei.
Non do mai nulla per scontato, sono una persona difficile.