Robert Baden-Powell – Frasi sulla Natura
L’uomo che è cieco alle bellezze della natura ha perduto metà del piacere di vivere.
L’uomo che è cieco alle bellezze della natura ha perduto metà del piacere di vivere.
I fiori ci mettono tanto a sbocciare, nascono da rami che hanno sopportato gelo e pioggia, ma una volta che accade sono bellissimi. Questo ci insegna che ogni cosa ha il proprio tempo, che serve tanta pazienza, ma che soprattutto il gelo e la pioggia non portano via la forza e la bellezza della vita.
Le bellezze della natura non finiscono mai di stupirci, di riempirci l’animo d’emozioni e il cuore d’immensa gioia la natura che ogni giorno si rinnova e offre spettacoli meravigliosi, straordinari e sempre nuovi. La natura che a seconda della stagione si veste di colori vivaci, caldi, tenui, brillanti; che emana profumi dolci, intensi, acri speziati; che ci fa ammirare paesaggi aspri, aridi, lussureggianti; dolci declini ricoperti di fiori variopinti dalle delicate corolle vellutate tutto è magia, incanto, tutto ci ripropone il miracolo della vita.
Il mondo oggi è pieno di cose che si muovono e mutano continuamente, partendo ogni giorno verso qualche avvenire; ma poche custodiscono il senso innato di una rete che avvolga il mondo e che nessuno potrà mai sopprimere.
Ero solo… la sua voce era imponente nel silenzio della spiaggia deserta, nel buio non coglievo lo stacco tra lui ed il cielo nel quale non risplendeva la luna, ma delle stelle di dimensioni incredibili…Nell’oscurità, la parte delle onde frontale mi appariva simile ad infinite strisce di schiuma color avorio che si rincorrevano e mi rincorrevano, come lunghissimi e sinuosi serpenti albini.Avevo l’impressione che dalla sua enormità potesse emergere un essere immenso da un momento all’altro, qualcosa di indefinibile ed amorfo come una creatura descritta nel Necronomicon da Lovecraft.Camminai sulla spiaggia per parecchi minuti, impossibilitato a distoglievi lo sguardo.Avanzavo faticosamente con un passo grottesco per i tacchi degli stivali che sprofondavano nella sabbia fine come zucchero…Il vento freddo mi scavava il viso e trasportava un odore penetrante e, per me, sconosciuto quanto attraente.
Onde del maresballottate le mie membrapiù forte che potete.Esse son vogliose di vitae voiscandite il ritmo della mia vitacome bambino dondolatoda una culla che canta dolce nenia.
Ma il capodoglio non respira che un settimo, o una domenica, di tutto il suo tempo.