Robert Lembke – Libri
Vi sono molti libri con un errore di stampa: è stato un errore stamparli.
Vi sono molti libri con un errore di stampa: è stato un errore stamparli.
Quando la realtà non ti piace, quando ci si sente soli, quando ti senti un po’ distaccata e tutto ciò che ti circonda ti sembra scontato, banale, monotono, inutile, prendi un libro e leggi.È facile farsi trasportare in un’altra realtà, in un’altra dimensione di spazio, tempo e luogo, è entusiasmante vivere durante quei momenti di lettura sotto le sembianze di eroi inventati, personaggi di fantasia, nei quali immedesimarsi, prevedendone le mosse o esserne sorpresi. È così bello far andare la mente seguendo questa scia e ti senti meno sola.
Lizzie: Ho appena accettato di danzare con il signor Darcy?Charlotte: Credo che lo troverai molto piacevole.Lizzie: Bell’inconveniente giacché mi sono ripromessa di odiarlo per l’eternità!
Ciao Caro,sai, ogni tanto mi viene il dubbio: vale la pena di amare se poi rischi di starci male? Adesso mi sembra di no. Adesso mi sembra che tutti i sorrisi che abbiamo smezzato non bastano. Tu dici che “Se ami soffri però almeno ami, se non ami soffri lo stesso e non hai niente in cambio”. Forse hai ragione tu. Stasera penso a noi, in esclusiva. Ti ricordi la prima estate che sono andata al college? Tre settimana da sola, con la paura di perdermi a St. James Square o in qualche altra piazza straniera. Tu mi hai detto “Oh, se ti perdi, scrivi!”. Bè, io stasera mi sento persa e allora mi armo di una penna e cerco di prendere a calci tutti i miei fantasmi. Alla fine, è giusto così. È il tuo volo, prendilo! Vattene da tutto e da tutti! Però scrivimi! Mandami una lettera, un messaggio, un piccione viaggiatore, insomma, lanciami un segno di vita e io starò qui pronta, in ricezione. Poi, magari, quest’estate ti raggiungo per qualche giorno: ci facciamo una foto come due sceme, con le nacchere e il sombrero; c’ingozziamo di tapas e giù un buon vino catalano; c’innamoriamo di qualche ballerino, di un banderas, di un ragazzo visto al parco, di un cameriere gentile. Goditela, Caro. Io starò in una tasca della tua valigia, starò lì quando qualche compagna di stanza ti chiederà di metterle l’ombretto e starò lì anche quando un ragazzo passerà la serata con te, ti chiederà cose c’è di bello a Roma e un po’ ti mancherà questa città del cavolo, da cui non vedi l’ora di scappare. Parti. In fretta! Senza rimpianti! Però, tra un anno, arriva puntuale. Io ti aspetterò Al 19. Prenoto due crepe alla Nutella, anzi tre, che magari col viaggio di ritorno, ti sarà venuta fame. E smezzeremo anche quella terza crepe, come abbiamo sempre smezzato tutto. Ti voglio bene, Caro, bene davvero.Alice.
Kelley: “la forza della tua bellezza mi costringe al primo sguardo a dirti, anzi a giurarti, che t’amo. Meglio?”Sonny: “meglio. L’intonazaione non è ancora perfetta, però. Le ultima due parole. Ripeti quelle soltanto…”kelley: “cosa… t’amo…?”Sonny: “mmm” Annuì lui facendole un cenno di continuare.Kelley: Lei si raddrizzò e inspirò a fondo mentre si concentrava sulla modulazione della voce per accontentarlo.Si sporse verso di lui e nel tono più sincero e innamorato che trovò gli disse in un sussurro: “t’amo”.Sonny: “perfetto”.E perfetto fu il bacio.
Scrivo perché la cultura non sa leggere.
Chi ha per amico un libro non sarà mai solo.