Roberto Castelli – Uomini & Donne
Nel ’93 una donna si è avventata su di me, mi ha strappato la camicia ma io, che ero più forte, sono riuscito ad allontanarla.
Nel ’93 una donna si è avventata su di me, mi ha strappato la camicia ma io, che ero più forte, sono riuscito ad allontanarla.
Lui portò la croce per i nostri peccati, io la porto solo perché sono donna!
L’uomo è un mosaico di infiniti puzzle colorati che incastra nel quadro del suo vissuto e del suo incompiuto, cercando di eliminare i tasselli dai colori sbiaditi.
Caro uomo, ricorda che una donna ha la grande capacità di capire, ogni tanto prova anche tu magari anche solo ad ascoltare. Ricorda che l’amore che ha per te può essere immenso, ma a lungo andare se non trova concretezza ne riscontri si spegne. Non fare la vittima, tanto meno piangere se dopo avrà trovato tra altre braccia quello che tu le hai negato. Ci sono attenzioni che lei ritiene essenziali, non le basta una bella cena, una bella serata e notti di passione ha bisogno di piccoli gesti, concreti e costanti. Ha bisogno di milioni di piccole cose che possano fare di quel “noi” qualcosa di grande.
Il fuoco per ardere deve essere alimentato, il fiore per sbocciare deve essere innaffiato, e la donna deve sentirsi amata, coccolata, protetta per amare. Altrimenti si spegne come il fuoco, e appassisce come il fiore.
Caro uomo, ricordati che anche le donne forti hanno bisogno d’amore e d’affetto. Le parole non bastano.
Donne si nasce, non si diventa. C’è chi crede di esserlo quando invece non lo è nemmeno nella punta del dito mignolo di un piede, e chi invece silenziosamente lo è.