Roberto Colonnelli – Vita
L’autunno muove le rime fuoriuscite della memoria, accende le ceneri bruciando le parole.
L’autunno muove le rime fuoriuscite della memoria, accende le ceneri bruciando le parole.
Non approvo, né disapprovo mai nulla che sia nuovo. È un atteggiamento assurdo nel confronti della vita. Non siamo stati mandati nel mondo per sfoggiare i nostri pregiudizi morali. Non dedico mai attenzione a ciò che la gente volgare dice e non oppongo mai obiezioni a quello che le persone affascinanti fanno.
Dove sono finiti coloro che si sposavano e restavano sposati, e tiravano su una famiglia per venti, trenta, quaranta, cinquant’anni? Perché le cose vanno diversamente. Forse perché siamo tutti allevati in giardini recintati. Siamo stati protetti contro la vita. Non ci è stato permesso di vedere che cos’è la vita… come se la vita fosse una terribile bruttura… e per questo siamo stati allevati dietro muri artificiali, in giardini pieni di fiori e di meraviglie. Solo quando arriviamo all’adolescenza, ci arrampichiamo su quel muro e scopriamo di non avere gli strumenti per sopravvivere alla realtà.
Il mondo è una prigione dove è preferibile stare in una cella di isolamento.
Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi.
Tutto capita a tutti, prima o poi, se c’è abbastanza tempo.
Ciò che per il bruco è la fine del mondo per tutti gli uomini è l’inizio della vita.