Roberto Gervaso – Guerra & Pace
L’italiano va in guerra sperando che qualcuno lo aiuti a vincerla.
L’italiano va in guerra sperando che qualcuno lo aiuti a vincerla.
Abbiamo vinto la guerra con gli scudi.
Chi parla continuamente di denaro, o ne ha troppo o non ne ha abbastanza.
Una città rigida e codina che amava le parate militari e le processioni, brulicante di divise e di tonache; una città dove, tra una guerra e un giubileo, si affilavano le armi, si accendevano ceri, e ci si annoiava a morte.
Non sono un pacifista. A chi mi desse uno schiaffo sulla guancia non porgerei mai l’altra, ma mi difenderei a denti stretti. La guerra è per metà fatta di paura e per metà di noie. I giovani del mio paese non sono per la guerra. Non sono nemmeno per il servizio militare. Gli orfani di guerra, poi, la considerano il peggiore dei mali.
Tutto è destinato ad una morte orrenda e solitaria…ma il nostro animo è colmo di bellezza…
Il popolo freme, sussurra, si accalca, brontola, strepita, acclama, fischia, deride, dileggia, minaccia, ondeggia, schiamazza, si indigna, avanza. E poi torna a casa per cena.