Roberto Gervaso – Verità e Menzogna
I vent’anni sono più belli a quaranta che a venti.
I vent’anni sono più belli a quaranta che a venti.
Non ammetto la falsità, non ammetto l’ipocrisia, non ammetto la mancanza di rispetto, non tollero quelle persone che vivono di queste cose e vorrebbero farsi credere oneste, non tollero il sorriso davanti ed il vaffanculo dietro perché io ti ci mando in faccia e non alle spalle.
Alla prima bugia dovremmo scappare, evaporare. Invece restiamo, paladine dei grandi sentimenti che poi vanno a fanculo. Crocerossine di cuore spappolato. Il nostro. Alla prima bugia dovremmo rispondere con un pugno e voltare le spalle. Invece restiamo e perdoniamo. Perdoniamo sempre noi. Tranne noi stesse. Ma le storie che si basano su omissioni e menzogne, in quelle vi affondano.
Quello di più squallido che puoi trovare nelle persone si chiama “finzione”. Porta ad essere persone finte in tutto. Dal modo di pensare che non coincide mai con le parole. Dal modo di agire che non è mai spinto dall’umiltà. Dal cuore e dai sentimenti che sono quasi sempre spinti da un interesse. Dall’anima che non ha altro che cattiveria al posto dei valori.
Patetico, è tutto ciò che non è fatto come vorremmo.
L’arte del mentire è saper raccontare perfettamente la propria verità guardando l’altro negli occhi, mentendo anche a se stessi, perché la propria verità non è mai la verità.
Non cercare mai la verità da chi ti vuole bene. È più facile che sia il tuo nemico a dirtela.