Roberto Giusti – Stati d’Animo
Vedo luce, vedo tenebra. Riflessi di me.
Vedo luce, vedo tenebra. Riflessi di me.
Ho chiesto al mio intelletto di avere dubbi su tutto ed avere sempre nuove domande. E al mio cuore ho chiesto la tolleranza.
Ti spuntano punti di sutura su tutto il corpo,quelli esterni sono lì per ricordarti gli eventi,ma quelli interni sono lì perché gli eventi ti hanno investita.Ma tu sei ancora qui, con le cuciture dell’anima un po piùslabbrate, ma più forte, libera dalle tue ferite, libera di avanzare.
Come ci sentiamo a disaggio sottole grandi ruote dentate del mondo attuale, senon sappiamo dare un nobile suggello di originalitàalla nostra personale esistenza.
È molto meglio che tu dimentichi e sorrida, piuttosto che tu ricordi e sia triste.
Ecco che cosa ho pensato: affinché l’avvenimento più comune divenga un’avventura è necessario e sufficiente che ci si metta a raccontarlo. È questo che trae in inganno la gente: un uomo è sempre un narratore di storie, vive circondato delle sue storie e delle storie altrui, tutto quello che gli capita lo vede attraverso di esse, e cerca di vivere la sua vita come se la raccontasse. Avrei voluto che i momenti della mia vita si susseguissero e s’ordinassero come quelli d’una vita che si rievoca. Sarebbe come tentar d’acchiappare il tempo per la coda.
Se ci fosse una macchina del tempo vorresti andare nel passato o nel futuro? Beh, la mia domanda sarà anche di fantasia, ma la tua risposta descriverà distrattamente il tuo presente.