Roberto Giusti – Tristezza
Chi grida dolore è perché urla solitudine.
Chi grida dolore è perché urla solitudine.
Ci sono inverni che non conoscono estati quando lasciamo gelare la neve sulle ferite del nostro cuore.
Le poche sterili parole della nostra epoca vengono strappate dolorosamente al silenzio. Abbiamo cominciato a tacere da ragazzi, a tavola, di fronte ai nostri genitori. Noi stavamo zitti per protesta e per sdegno. Eravamo ricchi del nostro silenzio. Adesso ne siamo vergognosi e disperati e ne conosciamo tutta la miseria, ma il silenzio può essere universale e profondo. Il silenzio può raggiungere una forma di infelicità chiusa, mostruosa, avvizzire i giorni della giovinezza, fare amaro il pane. Può portare alla morte. Perché il silenzio è un peccato un peccato comune a tanti nostri simili nella nostra epoca, è il frutto amaro della nostra epoca malsana.
Prendi questo dolore fingi che sia l’unico peso per non farti volare.
Qualche granello di dolore resta sempre incastrato tra le dita.
Per sopportare tutto questo dolore, chiudo gli occhi e mi perdo nell’amore.
Certe lacrime partono direttamente dall’anima.